Impianto bipolare nel sistema politico
1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 184 del 13/12/2007
Il senatore PASTORE (FI) si dice persuaso, anzitutto, della necessità di mantenere un impianto bipolare nel sistema politico, anche seguendo formule elettorali di tipo proporzionale, che siano a tale scopo opportunamente orientate. Occorre, infatti, garantire tanto la rappresentatività quanto la governabilità, esigenze entrambe avvertite sia nella discussione politica sia tra i cittadini. Le riforme avviate negli anni ’90 a suo parere hanno migliorato il sistema rappresentativo e di governo, però si è verificato anche un fenomeno di progressiva frammentazione politica, non già determinata da aggregazioni, per quanto minoritarie, rispondenti a interessi e orientamenti sedimentati, ma spesso dalla ricerca esclusiva di una rendita di posizione offerta dai nuovi sistemi elettorali, che permettevano a piccoli gruppi o persino a singoli esponenti politici un potere di interdizione. Così è stato con la legge elettorale previgente, così è con la legge attuale. Nel sistema politico e istituzionale dei poteri locali tale questione è meno rilevante perché l’elezione diretta del Sindaco, del Presidente della Provincia e del Presidente della Regione e la necessità di ritornare alle elezioni in caso di cambiamento della maggioranza depotenziano radicalmente ogni velleità interdittiva. Viceversa nel sistema politico nazionale tale garanzia potrebbe essere offerta solo da nuovi dispositivi costituzionali, ad esempio analoghe a quelli approvati dalla precedente maggioranza nella Legislatura trascorsa.
La proposta di testo unificato avanzata dal presidente Bianco, relatore alla Commissione, per il suo Gruppo è una base di partenza utile, anche se vi sono elementi specifici non condivisibili. Circa la salvaguardia della dislocazione bipolare tra le forze politiche, a dichiarazione preventiva è già qualcosa, anche se egli dichiara di preferire un sistema premiale incluso nella formula elettorale. Osserva, quindi, che vi sono aspetti tutt’altro che secondari da approfondire e risolvere. In primo luogo, l’opzione tra voto unico e voto duplice, che non comporta solo valutazioni di opportunità o di convenienza per i diversi partiti: infatti, mentre in Germania la divaricazione possibile nell’orientamento degli elettori in forza dei due voti viene riportata ad equilibrio attraverso l’incremento del numero di deputati eletti al Bundestag, che garantisce comunque il riparto proporzionale, ciò non sarebbe possibile in Italia, per vincolo costituzionale.
A suo avviso, inoltre, la tendenza alla frammentazione e alla costruzione artificiosa di formazioni politiche e di competitori elettorali, dovrebbe essere contrastata anche prevedendo un limite minimo, per circoscrizione, alla proposizione di candidature indipendenti, tra loro necessariamente collegate.
Dichiara di apprezzare, infine, il tentativo compiuto dal Presidente Bianco di realizzare una difficile sintesi tra le proposte in esame.
Il senatore PASTORE (FI) si dice persuaso, anzitutto, della necessità di mantenere un impianto bipolare nel sistema politico, anche seguendo formule elettorali di tipo proporzionale, che siano a tale scopo opportunamente orientate. Occorre, infatti, garantire tanto la rappresentatività quanto la governabilità, esigenze entrambe avvertite sia nella discussione politica sia tra i cittadini. Le riforme avviate negli anni ’90 a suo parere hanno migliorato il sistema rappresentativo e di governo, però si è verificato anche un fenomeno di progressiva frammentazione politica, non già determinata da aggregazioni, per quanto minoritarie, rispondenti a interessi e orientamenti sedimentati, ma spesso dalla ricerca esclusiva di una rendita di posizione offerta dai nuovi sistemi elettorali, che permettevano a piccoli gruppi o persino a singoli esponenti politici un potere di interdizione. Così è stato con la legge elettorale previgente, così è con la legge attuale. Nel sistema politico e istituzionale dei poteri locali tale questione è meno rilevante perché l’elezione diretta del Sindaco, del Presidente della Provincia e del Presidente della Regione e la necessità di ritornare alle elezioni in caso di cambiamento della maggioranza depotenziano radicalmente ogni velleità interdittiva. Viceversa nel sistema politico nazionale tale garanzia potrebbe essere offerta solo da nuovi dispositivi costituzionali, ad esempio analoghe a quelli approvati dalla precedente maggioranza nella Legislatura trascorsa.
La proposta di testo unificato avanzata dal presidente Bianco, relatore alla Commissione, per il suo Gruppo è una base di partenza utile, anche se vi sono elementi specifici non condivisibili. Circa la salvaguardia della dislocazione bipolare tra le forze politiche, a dichiarazione preventiva è già qualcosa, anche se egli dichiara di preferire un sistema premiale incluso nella formula elettorale. Osserva, quindi, che vi sono aspetti tutt’altro che secondari da approfondire e risolvere. In primo luogo, l’opzione tra voto unico e voto duplice, che non comporta solo valutazioni di opportunità o di convenienza per i diversi partiti: infatti, mentre in Germania la divaricazione possibile nell’orientamento degli elettori in forza dei due voti viene riportata ad equilibrio attraverso l’incremento del numero di deputati eletti al Bundestag, che garantisce comunque il riparto proporzionale, ciò non sarebbe possibile in Italia, per vincolo costituzionale.
A suo avviso, inoltre, la tendenza alla frammentazione e alla costruzione artificiosa di formazioni politiche e di competitori elettorali, dovrebbe essere contrastata anche prevedendo un limite minimo, per circoscrizione, alla proposizione di candidature indipendenti, tra loro necessariamente collegate.
Dichiara di apprezzare, infine, il tentativo compiuto dal Presidente Bianco di realizzare una difficile sintesi tra le proposte in esame.