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INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA ORALE AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
Premesso che:
Le disfunzioni della macchina giudiziaria sono tante e tali da non meritare interrogazioni e commenti, essendo ben note al Ministro in indirizzo che sta operando per tentare di rimuoverle; tuttavia quello che sta accadendo presso il Tribunale di Pescara appare assolutamente inspiegabile ed intollerabile e, se confermato, potrebbe costituire un colpo decisivo per screditare irrimediabilmente la macchina giudiziaria. Già con mia precedente interrogazione del 21/01/2009 n. 3-00484 avevo segnalato al Ministro in indirizzo la vicenda relativa alla notificazione della conclusione delle indagini di un procedimento penale a carico di un modesto numero di imputati per la quale erano occorsi ben quattordici mesi, termine assolutamente ingiustificabile considerato anche che il suo protrarsi è stato determinato da "difficoltà" di notifica ad uno degli inquisiti, che si scoprì essere addirittura il segretario generale del Comune di Pescara.
Ora emerge da un'inchiesta condotta da un quotidiano regionale abruzzese che le disfunzioni in materia di notifica sarebbero così gravi e generalizzate da rappresentare una vera e propria polveriera per la macchina giudiziaria, con il rischio che una serie di procedimenti penali, più o meno eccellenti, cadano in prescrizione, con evidente soddisfazione dei colpevoli ma con impossibilità per chi è stato ingiustamente accusato di liberarsi dal fango dal quale nel frattempo è stato sommerso;
si trascrive qui di seguito l'articolo in questione datato 29 giugno 2009:
''Processi, un anno per una notifica
Sempre più udienze-lumaca, ma gli ufficiali giudiziari sono pochi. I funzionari ora in servizio sono 9 costretti a muoversi con mezzi propri e a lavorare fino alle otto di sera
PESCARA. Finiranno per diventare più preziose delle sentenze, visto quanto da esse dipende la sopravvivenza di inchieste e udienze preliminari. Nel buco nero delle «omesse notifiche», buccia di banana su cui sta scivolando la giustizia pescarese, sono finiti, direttamente o per il coinvolgimento di altri indagati, anche nomi come Luciano D'Alfonso ed Enzo Cantagallo, travolti dagli scandali ma rimasti in stand by per quell'atto giudiziario - obbligatorio per legge - che non arriva mai o arriva tardi. C'è persino chi non l'ha ricevuto per 14 mesi.
Eppure, fa il segretario generale in un Comune. Paradossi di una giustizia incartata nei suoi stessi meccanismi.
LE PRESCRIZIONI L'eccezione diventata regola in tribunale sta provocando rinvii in serie dei procedimenti. Mortificando inchieste chiuse a tempi da record, deprimendo le parti civili che reclamano giustizia, costringendo a snervanti attese anche quegli imputati che vorrebbero chiarire al più presto la loro posizione senza imboccare vie alternative.
Sì, perché l'omessa notifica va spesso a braccetto con un alleato minaccioso e inesorabile: la prescrizione, che rischia di far estinguere i reati e di lasciare, nell'opinione pubblica, un dubbio su chi viene prosciolto solo perché la legge non ha fatto in tempo a emettere una sentenza.
TRIFUOGGI «A Pescara, la media della consegna delle notifiche oscilla tra i 10 e i 14 mesi», ha detto il procuratore Nicola Trifuoggi che ha più volte segnalato il problema delle carenze di organico degli uffici al presidente del tribunale, al procuratore generale e al presidente della Corte d'appello.
Numeri impressionanti, ma dietro i quali si nasconde una realtà ancora più drammatica, quella degli ufficiali giudiziari, ai quali soli è demandata da qualche anno la notifica - prima affidata a due addetti della polizia giudiziaria - di tutti gli atti del tribunale penale e civile. Come dire, non solo le notifiche delle udienze a imputati e testimoni, ma anche pignoramenti, esecuzioni, sfratti, sequestri giudiziari, sequestri conservativi, riconsegne di minori e contraffazioni di brevetti industriali.
RITMI INFERNALI Occorre allora risalire la catena e addentrarsi nel cuore di un lavoro, quello degli ufficiali giudiziari, che a Pescara è sottoposto a un carico senza precedenti. E dove i numeri tracciano i contorni di un'operatività e di un'efficienza ben diversa da quella che potrebbe sembrare limitandosi a osservare solo i processi rinviati. Perché le cifre raccontano una media di 10mila atti notificati ogni mese da ciascun ufficiale giudiziario.
Qualcuno di loro arriva anche a 15mila notifiche e mille esecuzioni al mese, ma con un ritmo infernale, lavorando anche di pomeriggio e fino al limite delle ore 20 previsto dalla legge per smaltire gli atti urgenti. Muovendosi con mezzi propri, anche se avrebbe diritto alla macchina di servizio che comunque non esiste. E affrontando il rischio di sviste, sempre dietro l'angolo e insidiose perché espongono un ufficiale giudiziario a procedimenti penali se sbaglia anche una sola data.
Come a dire che la relata del funzionario può sempre essere contestata. Precisi come un computer, abbagli azzerati: così li vuole la legge. Senza contare le possibili minacce e aggressioni.
L'ORGANICO Ma torniamo ai numeri, che aiutano a inquadrare meglio un ufficio che lavora nell'ombra ma in realtà è il motore dell'intero palazzo di giustizia: in servizio attualmente al tribunale di Pescara sono 9 ufficiali giudiziari, tre in meno di quelli previsti dall'organico, per coprire il capoluogo e la cintura metropolitana, principalmente Montesilvano e Spoltore. Di fatto, però, sono sette quelli operativi sul campo, perché oltre al dirigente c'è un addetto che si occupa della posta, vale a dire quelle notifiche meno importanti come le comunicazioni di cancelleria. Con una funzionaria prossima alla maternità che copriva Montesilvano, gli "esterni" scenderanno a 6.
Si sono divisi le zone da coprire, ma se qualcuno si ammala l'area scoperta va a gravare sul carico degli altri colleghi. La collaborazione di alcuni avvocati, che nasce grazie al rapporto personale che si instaura con i funzionari, consente di effettuare le notifiche agli studi legali o direttamente in ufficio, ma è solo una piccola discesa lungo un percorso a ostacoli.
I QUATTRO COMPUTER Perché le notifiche spesso non vengono portate a termine per l'assenza del destinatario, costringendo l'ufficiale giudiziario a effettuare il deposito al Comune e a inviare la raccomandata per far sì che l'atto si consideri notificato. Con ovvia perdita di tempo. Per non parlare delle esecuzioni: si sa quando cominciano, ma non quando finiscono. E' il caso dello sfratto: può durare da un quarto d'ora a tutta la giornata, e comprende anche l'inventario dell'immobile. Ma i numeri risicati e le mille mansioni non spiegano il perché di migliaia di notifiche arretrate da smaltire, che arrivano soprattutto dal penale.
Allora, dov'è che la macchina s'inceppa? Lo stop avviene davanti a quattro computer. Alla carenza d'organico degli ufficiali giudiziari si aggiunge quella, decisiva e fatale, delle coadiutrici, cioè delle segretarie. Quando la procura passa all'ufficio le notifiche da eseguire, queste devono essere registrate sui vari pc. Ogni tipo di atto ha il suo modello e come tale viene catalogato nell'elaboratore. Se la notifica non viene caricata sul computer, l'ufficiale giudiziario non può recapitare l'atto.
LE COADIUTRICI Ed è qui che si blocca tutto. Attualmente, le coadiutrici in organico sono 4, ma due di loro sono impegnate ogni giorno con l'assistenza all'udienza, prevista nelle loro mansioni ma decisamente penalizzante per l'efficienza dell'ufficio perché le costringe a spostarsi nelle aule dalle 9 alle 14 - e spesso anche di pomeriggio - per chiamare i testimoni dei processi. I tentativi da parte dei dirigenti di esentare le coadiutrici da questo incarico non hanno avuto fortuna. Senza contare che una delle segretarie è stata applicata a un altro ufficio. La coperta è cortissima. Per soddisfare tutte le esigenze, servirebbero almeno 6 segretarie.
Così, capita che l'ufficio resti sguarnito per intere mattinate e che le notifiche restino in giacenza, con un aggravio sull'arretrato. Migliaia di atti restano chiusi negli armadi in attesa di essere caricati sul pc per poi essere smistati agli ufficiali giudiziari. I quali, in base alla competenza della zona devono recarsi sul posto, lasciare la copia all'intimato, riportarsi dietro l'originale, farlo scaricare di nuovo sul computer per certificare che l'atto è stato eseguito e rispedire quindi l'originale stesso, tramite le coadiutrici, all'autorità richiedente. Il dirigente dell'ufficio ha scritto molte lettere al presidente del tribunale e alla Corte d'appello per sollecitare un aumento di personale. Ma al di là dei buoni propositi, anche quelle missive sono rimaste in giacenza. Come le notifiche''.
Si chiede di sapere:
- Se le notizie apparse siano già state valutate dal Ministro e se le stesse corrispondano, in tutto o in parte, al vero ovvero rappresentino, anche se parzialmente, amplificazioni giornalistiche;
- Se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire immediatamente per rimuovere una situazione che appare indecorosa per la credibilità di tutti i protagonisti del sistema giustizia, nessuno escluso. Tanto più che il Tribunale di Pescara rappresenta l'organismo più qualificato e rilevante dell'intero distretto regionale e che presso di esso sono incardinati processi c.d. eccellenti che riguardano le amministrazioni locali di Pescara e Montesilvano e quella regionale d'Abruzzo.
Sen. Pastore
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Al Ministro di Giustizia
Interrogazione a risposta orale
Premesso che:
•il dott. Guido Dezio è stato nominato dirigente del Comune di Pescara, in virtù di un concorso di cui risultano essere dubbi la regolarità ed il conseguente esito e per il quale sono state depositate interrogazioni al Sindaco del Comune di Pescara in data 05/05/2007 ed al Ministro in indirizzo in data 12/06/ 2007;
•a seguito di tali iniziative, la Procura della Repubblica di Pescara ha avviato le indagini sul concorso contestato e sulle irregolarità denunciate, inviando una informazione di garanzia al dott. Dezio, indagato per la mancanza dei titoli necessari per la partecipazione al concorso;
•il dott. Dezio, già capo della Segreteria particolare del Sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, a sua volta indagato in numerose inchieste sul Comune, nominato dirigente dell’Ufficio Patrimonio a seguito del detto concorso, è stato arrestato il 13 maggio 2008 per concussione e tentata concussione in due diversi e separati episodi di assegnazione di appalti pubblici; successivamente il dott. Dezio è stato sospeso ex lege dall'impiego;
•nel prosieguo dell’inchiesta su Dezio, le indagini si sono allargate ad altre ipotesi di reato, tanto da far preconizzare la individuazione di un “sistema Pescara” di irregolarità e corruzione;
•il 24 giugno 2008, dopo ben 42 giorni di arresti domiciliari, il Dezio, giudicato dagli inquirenti non più in grado di inquinare le prove, è stato rimesso in libertà;
•nel frattempo l’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica, circa la regolarità del concorso, in base al cui esito il Dezio ha acquisito la qualifica di Dirigente, sarebbe giunta alla sua conclusione sin dal novembre 2007;
•a tutt’oggi, però, non risulta essere stata ancora fissata la data dell’udienza preliminare, pur essendo stata chiusa la fase delle Indagini preliminari da oltre 14 mesi;
•da notizie di stampa, confermate dagli uffici della Procura della Repubblica di Pescara, la mancata fissazione è dovuta al fatto che la comunicazione di chiusura dell'indagine non è stata ancora notificata alle parti interessate, per carenza di Ufficiali Giudiziari presso l’Ufficio UNEP del Tribunale di Pescara, ad oltre un anno e mezzo dall’inizio delle indagini e, come detto, ad oltre un anno dalla chiusura delle medesime;
•il procedimento in oggetto non appare di tale natura e complessità da giustificare un termine così ampio, comunque intollerabile anche se si fosse trattato di un maxi processo con centinaia di imputati, tenuto conto del contesto complessivo che riguarda Dezio che nel frattempo è stato indagato, anche con ricorso agli arresti domiciliati, per il reato di corruzione-concussione, derubricato in quello di finanziamento illecito ai partiti , insieme ad una pletora di altri indagati tra i quali il sindaco di Pescara, ristretto agli arresti domiciliari dai quali è stato liberato dopo le sue dimissioni, incredibilmente trasformatesi in impedimento permanente grazie ad una sua auto dichiarazione;
•appare necessario che si faccia chiarezza sulle vicende legate allo straordinario ritardo delle notificazioni (e quindi sul protrarsi del chiarimento che potrebbe derivare da una prima valutazione fatta da un giudice terzo circa la fondatezza dei fatti contestati) relative ad una procedura tutta documentale che potrebbe gettare una luce, ci auguriamo positiva, sui protagonisti di questa vicenda giudiziaria;
tanto esposto, si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti indicati;
se non ritenga di intervenire per accertare se sia possibile che una indagine di tale natura sia ferma da oltre un anno per la mancata notifica di una comunicazione, se tale accadimenti abbiano una certa frequenza negli uffici giudiziari di Pescara o anche in uffici giudiziari presso altri tribunali e se quindi trattasi di un disservizio più o meno generalizzato;
se, comunque, non ritenga di assumere tutti i provvedimenti, anche di natura legislativa ove risultasse trattarsi di una disfunzioni ricorrenti e diffuse, per ovviare ad una situazione giudiziaria e ad una indagine così datata e delicata, per i riflessi ed i collegamenti che ha anche sulla attuale situazione del Comune di Pescara e delle dimissioni-impedimento del Sindaco.
Pastore
Scritto alle 18:46 nella interrogazioni | Permalink | TrackBack (0)
Al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione
Al Ministro dell’Interno
Al Ministro della Giustizia
Interrogazione a risposta orale
Premesso che:
• il dott. Guido DEZIO è stato nominato dirigente del Comune di Pescara, in virtù di un concorso di cui risulta essere dubbia la regolarità ed il conseguente esito e per il quale sono state presentate interrogazioni al Sindaco del Comune di Pescara in data 05/05/2007 ed ai Ministri in indirizzo in data 12/06/ 2007;
• a seguito di tali iniziative, la Procura della Repubblica di Pescara ha avviato le indagini sul concorso contestato e sulle irregolarità denunciate, inviando una informazione di garanzia al dott. DEZIO, indagato per la mancanza dei titoli necessari per la partecipazione al concorso;
• il dott. DEZIO, già capo della Segreteria particolare del Sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, a sua volta indagato in numerose inchieste sul Comune per corruzione, abuso d’ufficio, illecito finanziamento ai partiti, rivelazioni di segreto d’ufficio proprio in relazione al concorso che interessa DEZIO, nominato dirigente dell’Ufficio Patrimonio a seguito del detto concorso, è stato arrestato lo scorso 13 maggio per concussione e tentata concussione in due diversi e separati episodi di assegnazione di appalti pubblici;
• il 27 maggio è stato rimosso dall’incarico di Dirigente al Patrimonio e sostituito dalla dott.ssa Maria Ferrara, divenuta funzionario della Provincia di Pescara quando dell’Ente era Presidente Luciano D’Alfonso, ex candidata Consigliere al Comune di Penne (PE) nella lista della Margherita, (stesso Partito del Sindaco D’Alfonso) e nominata Dirigente del Comune di Pescara essendo risultata quinta in graduatoria (prima dei non ammessi) nello stesso contestato concorso vinto dal DEZIO. Successivamente il dott. DEZIO è stato sospeso ex lege dall’impiego;
• nel prosieguo dell’inchiesta su DEZIO, le indagini si sono allargate ad altre ipotesi di reato, tanto da far preconizzare la individuazione di un “sistema Pescara” di irregolarità e corruzione (Fondi alla Pescara Calcio – Assessorato all’Urbanistica – Multopoli – appalti pubblici );
• lo scorso 24 giugno, dopo ben 42 giorni di arresti domiciliari, il DEZIO, giudicato dal tribunale della libertà non più in grado di inquinare le prove a seguito della suddetta rimozione dall’incarico dirigenziale, è stato rimesso in libertà;
• da notizie di stampa dello scorso 30 giugno, però, il dott. DEZIO starebbe per essere reintegrato nella funzione di Dirigente del Comune di Pescara, pur se ad altro Servizio “privo di attività gestionale”;
• nel frattempo la Procura della Repubblica sin dall’ottobre/novembre 2007 ha chiuso le indagini circa la regolarità del concorso in base al cui esito il DEZIO ha acquisito la qualifica di Dirigente ma di tale procedimento non sono noti ulteriori sviluppi;
• il sindaco D’Alfonso è stato oggetto, lo scorso 3 luglio, di un provvedimento di sequestro giudiziario presso la propria abitazione e presso i suoi uffici al Comune di Pescara e della contestazione dei reati di corruzione, concussione, truffa aggravata e falso ideologico;
tanto esposto
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti indicati;
se, in caso affermativo, non ritengano di intervenire, ognuno per quanto di propria competenza, affinché sia evitato che, pur nel pieno riconoscimento dei diritti del lavoratore, sia ripristinato con il Dott.DEZIO, in assenza di una doverosa, completa e cristallina chiarezza sulle vicende contestategli ed in particolare sulla legittimità della sua assunzione, un rapporto di lavoro di così alto profilo, considerate anche le ombre che avvolgono l’amministrazione cittadina e lo sconcerto che domina nell’opinione pubblica e in tutti i settori della comunità pescarese.
Pastore
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Interrogazione a risposta orale su presentazione libro "Mani sporche" di Travaglio, Gomez e Barbacetto con intervento del PM di Pescara
Legislatura 15º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 276 del 16/01/2008
PASTORE - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
mercoledi 9 gennaio 2008, a Pescara, su iniziativa di un'associazione culturale, si è tenuto un incontro pubblico per la presentazione del libro "Mani Sporche" di Travaglio, Gomez e Barbacetto; l'evento, ampiamente partecipato, ha avuto larga eco sia per la presenza di uno degli autori (Marco Travaglio), sia per il tema proposto (ossia la corruzione e l'illegalità in ambito politico), sia per la partecipazione di importanti magistrati;
gli interventi, come riferito dalla stampa, si sono in larga parte incentrati sulle ormai consuete demagogiche affermazioni dell'autore e sui soliti improperi contro ben definiti leader politici;
merita, tuttavia, evidenziare come l'associazione culturale che ha promosso l'evento sia gestita da esponenti politici che rivestono ruoli fiduciari per l'attuale Sindaco di Pescara D'Alfonso del PD;
lo stesso Sindaco è attualmente indagato, proprio dalla Procura di Pescara, per corruzione, abuso e illecito finanziamento ai partiti;
ad indagare sul Sindaco sono, fra gli altri, il Procuratore della Repubblica di Pescara Trifuoggi ed il sostituto Aceto;
detti magistrati, come preannunciato con fragore dai manifesti pubblicitari dell'evento in esame, sono appunto stati presenti alla manifestazione e anzi hanno svolto proprie relazioni sul tema, pur ovviamente evitando cenni alle indagini in corso sul Sindaco di Pescara;
la loro presenza durante l'incontro ha involontariamente avallato, fra l'altro, demagogie, falsità e in sostanza una determinata idea politica, così come proposte dall'autore del volume presentato,
si chiede di sapere:
se i fatti riferiti siano già a conoscenza del Ministro in indirizzo e se gli stessi quindi corrispondano al vero;
se, in particolare, si ritenga opportuno deontologicamente - e anche in relazione alle citate inchieste in corso - che un Procuratore della Repubblica si presti ad eventi come quello sopra citato;
se non si ritenga utile, nei limiti delle prerogative di ciascuno dei soggetti interessati, emanare norme di comportamento per simili occasioni, con le conseguenti sanzioni in caso di palesi violazioni.
Scritto alle 19:43 nella interrogazioni | Permalink | TrackBack (0)
Interrogazione orale urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri
Premesso che
-la regione Abruzzo, coinvolta nel piano di emergenza di smaltimento rifiuti relativo alla gravissima e disastrosa situazione di Napoli e della Campania, ha accettato l'invito a farsi carico parziale del problema;
-tale scelta, pur condivisibile nel merito del mutuo soccorso fra le diverse regioni italiane, è stata assunta dal Presidente delle Regione Abruzzo senza alcuna intesa preventiva con i Sindaci del territorio e senza alcun supporto tecnico degli uffici competenti, bensì semplicemente attraverso un poco ortodosso annuncio televisivo;
-peraltro proprio nelle ore precedenti l'annuncio del Presidente della Regione, il Direttore del Settore Ambiente della Regione Abruzzo aveva invece sconsigliato tale scelta giacchè le modeste discariche abruzzesi non sono ritenute idonee a sopportare ulteriori carichi di rifiuti esterni e un aumento comporterebbe l'esaurimento precoce della disponibilità lasciando prefigurare di fatto il crearsi, anche in Abruzzo entro pochi mesi, di una emergenza del tutto simile a quella campana;
-tuttavia, ad oggi, la scelta preannunciata è stata portata a compimento e pertanto in Abruzzo stanno giungendo dalla Campania rifiuti urbani indifferenziati stimati in circa quindicimila (15.000) tonnellate che verranno stoccati presso la discarica di Cerratina ( presso Lanciano) per un corrispettivo di 375.000 euro;
-la quantità di rifiuti che verranno inviati in Abruzzo supera di gran lunga le cifre che invece verranno inviate in altre regioni italiane molto più grandi e dotate di miglior e più grandi siti di smaltimento;
-tale decisione è avversata per i rischi sopra detti sia dal Sindaco di Lanciano, sia dagli altri amministratori del comprensorio, i quali chiedono in subordine che perlomeno il quantitativo di rifiuti da smaltire per conto della Campania scenda da 15.000 a 5.000 tonnelalte, cifra quest'ultima sempre gravosa ma più tollerabile dagli impianti oggi esistenti in Abruzzo;
-la scelta adottata sull'onda dell'emergenza, non lascia tuttavia prevedere future linee strategiche di intervento radicale sul tema, prova ne sia che in più occasioni la stessa Regione Abruzzo ha reso noto che non vi è alcuna intenzione di procedere alla costruzione e utilizzazione di termovalorizzatori;
Per sapere:
-Se i fatti riferiti, siano all’attenzione del Presidente e se gli stessi quindi corrispondano al vero;
-Se, in particolare, corrisponda al vero la notizia del conferimento in Abruzzo di 15.000 tonnellate di rifiuti dalla Campania verso l'Abruzzo, a fronte di quantitativi ben più ridotti accettati dalla altre regioni italiane;
-In tal caso, quali siano le motivazioni e i dati tecnici di supporto -a livello nazionale e regionale - che hanno portato a tale scelta;
-Quali provvedimenti immediati si intendano assumere per garantire la sicurezza ambientale e sanitaria della zona interessata dal citato, improvviso smaltimento di rifiuti provenienti da fuori e quali azioni strategiche future si intendano intraprendere per risolvere l'intera questione.
Roma, 16 gennaio 2008
Sen. Andrea Pastore
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Interpellanza ai Ministri dell'Interno e della Giustizia
Resoconto stenografico della seduta n. 240 del 05/11/2007
Premesso che:
- a seguito delle elezioni amministrative del 27 e 28 maggio 2007, nel Comune de L'Aquila per il rinnovo del Consiglio comunale e l'elezione del Sindaco, dall'esame dei verbali degli 81 seggi elettorali complessivi risulterebbero alcune irregolarità, contestate da più parti, come peraltro riferito anche dagli organi di informazione;
- infatti, numerosi verbali risulterebbero incompleti nella loro compilazione ed in parte anche non chiaramente leggibili, nonché con errata disposizione numerica delle 22 liste elettorali e relativi simboli;
- da quanto risulterebbe, molti elettori e rappresentanti di lista hanno altresì segnalato che, al momento degli scrutini, questi siano stati effettuati a porte chiuse, negando l'accesso ad elettori e rappresentanti di lista;
- le operazioni di scrutinio, inoltre, si sono prolungate in maniera incomprensibile fino alle ore 15 del martedì successivo al voto, ossia 24 ore dopo l'inizio dello stesso; e in alcuni seggi si sono poi verificate compilazioni incomplete delle tabelle di scrutinio;
- ancora, da segnalazioni pervenute, risulterebbe che si sono riscontrate anomalie anche nei tempi e nei modi di compilazione del verbale dell'Ufficio elettorale centrale;
- sul tema è stata presentata in Consiglio comunale a L'Aquila un'apposita mozione volta a chiedere chiarimenti agli organi competenti, è stata respinta dalla maggioranza pur a fronte di documentazioni comprovanti i fatti sopra segnalati,
si chiede di sapere:
- se il Governo sia a conoscenza dei fatti riferiti e se essi corrispondano al vero;
- in caso affermativo, quali iniziative e provvedimenti si intendano assumere per verificare se e quali irregolarità siano state compiute nel corso dello spoglio elettorale e con quali conseguenze ai fini della proclamazione finale dei risultati.
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