1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)
Seduta n. 23 del 21 luglio 2008 (pom.) (Resoconto)
Esame, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, del Regolamento, della questione se il Senato debba promuovere conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato innanzi alla Corte costituzionale con riguardo alla sentenza n. 21748, resa dalla Corte di cassazione - Prima sezione civile, in data 16 ottobre 2007 e alle decisioni successive e consequenziali adottate da altri organi di giurisdizione, a proposito del noto caso della giovane Eluana Englaro.
Il senatore PASTORE (PdL), pur convergendo sull'esigenza di non entrare nel merito della questione, osserva che proprio la rilevanza del tema, che concerne il diritto alla vita, abbia doverosamente indotto alcuni parlamentari a proporre la sollevazione del conflitto di attribuzione, non ritenendo possibile che tali questioni siano risolte dal giudice.
Critica la tesi, sostenuta dalla Corte di cassazione, in base alla quale, in assenza di una espressa norma legislativa, il giudice debba comunque risolvere il caso. Al riguardo, osserva che il divieto del non liquet vige esclusivamente laddove vi sia una controversia, che è assente nel caso di specie. Non a caso il procedimento è stato attivato non attraverso un atto di citazione, ma attraverso un atto di volontaria giurisdizione, notoriamente di natura amministrativa pur se affidato a un giudice.
Ritiene inoltre che la sentenza sia espressione di una giurisprudenza creativa volta ad enucleare princìpi, al di là di qualsiasi presupposto normativo.
Teme che la contrarietà dell'opposizione alla sollevazione del conflitto nasca dall'inconsapevole auspicio che la soluzione giurisprudenziale possa risolvere il tema delicatissimo della disciplina degli stadi terminali della vita, così sollevando il Parlamento dall'onere di regolare materie su cui, soprattutto all'interno della minoranza, sono presenti opinioni radicalmente alternative.