Lettera al Direttore de “Il Centro”
Egregio Direttore,
Leggo il Suo editoriale di domenica 6 luglio intitolato “Luciano e Silvio Giustizia incrociata”, nel quale Lei sposa la tesi per cui tutto sommato le vicende giudiziarie che coinvolgono i politici verrebbero giudicate dai diversi schieramenti a seconda della propria convenienza con buona pace della coerenza.
Gli esponenti del centro sinistra, nessuno escluso, ne hanno tratto la conclusione che poiché il Pdl difende a spada tratta il premier e critica qui a Pescara D’Alfonso, peccherebbe di incoerenza, garantista nel primo caso, giustizialista nel secondo.
Mi permetterà, egregio direttore, di svolgere alcune considerazioni, in quanto il sottoscritto, ben lungi dal sentirsi incoerente, si sentirebbe invece tale ove adottasse un medesimo metro in vicende che appaiono assolutamente irriducibili tra loro e la cui valutazione non può prescindere da un minimo di riflessione che cercherò qui di riassumere:
1) I fatti che hanno riguardato e riguardano Berlusconi attengono a vicende assolutamente e totalmente estranee all’attività di governo sua e dei suoi ministri; le indagini giudiziarie hanno ad oggetto attività che nulla hanno a che vedere con il suo impegno in politica; nessuno lo ha mai accusato di aver abusato della sua veste di parlamentare o di uomo di governo commettendo reati quali quelli di cui oggi si parla a Pescara. D’Alfonso è indagato ed accusato di aver utilizzato le sue prerogative di sindaco per interessi non certamente coincidenti con quelli pubblici, quegli interessi che le istituzioni democratiche sono chiamate a tutelare e realizzare e che noi dell’opposizione abbiamo l’assoluto dovere di verificare che siano perseguiti, adempiendo al mandato che ci ha conferito l’elettorato e comunicando le nostre iniziative ed i nostri giudizi con tutti i mezzi disponibili. Voglio qui ricordare come in questi ultimi mesi sono emerse consistenti e ripetute contestazioni giudiziarie proprio su alcuni atti ed operazioni dell’amministrazione D’Alfonso che l’opposizione di centro destra ha spesso denunciato e, in molti casi, ha contribuito a prevenire o a ridurne gli effetti (si pensi alla vicenda Di Properzio sulle aree soggette ad uso civico, l’accordo con Lafarge per la fontana di Piazza salotto, le modalità di realizzazione del Ponte del Mare, il ricorso ai famosi “mecenati”, il concorso a dirigente vinto da Dezio, gli appalti per le aree di risulta).
2) A sottolineare in secondo luogo la differenza tra le vicende giudiziarie di Luciano e di Silvio (come amichevolmente Lei li chiama nell’articolo) non possiamo dimenticare il diverso “stile” che l’autorità giudiziaria ha adottato per il primo rispetto al secondo: assolutamente persecutorio per Berlusconi (si ricorda da ultimo che oltre alla squallida vicenda delle intercettazioni telefoniche di natura assolutamente privata e prive di ogni rilevanza penale, da "buco della serratura", come si è detto, la vicenda Mills rappresenta un’appendice di processi già definiti con il proscioglimento di Berlusconi e che solo un evidente spirito di accanimento può continuare a coltivare e strumentalizzare politicamente; a non considerare che Berlusconi da quando è in politica ha affrontato miriadi di processi dai quali è uscito a testa alta, con formule assolutorie piene per quelli più rilevanti (corruzione della Gdf che diede origine all’avviso di garanzia notificato al G7 di Napoli del 2004, casi Sme, Mondadori e Squillante che hanno avvelenato le legislature 1996/2001 e 2001/2006 oltre alle fantasiose iniziative per presunte contiguità con la mafia e la criminalità organizzata). Nei confronti di D’Alfonso la magistratura inquirente ha usato guanti di velluto, auspicabili sempre ma assolutamente inusuali in vicende del genere (si rimanda al diverso stile utilizzato per Montesilvano ); tutto si può dire sulle inchieste a carico dell’amministrazione di Pescara (la più inquisita d’Italia) tranne che siano determinate da ragioni politiche, cioè costruite o enfatizzate allo scopo di buttare giù il Sindaco di Pescara o che si adottino metodi di indagine non sufficientemente ponderati, il che non spetta a me valutare ma che non posso non registrare. E cosa pretenderebbe oggi il centro sinistra? Che di fronte a ripetute denunce politiche avanzate negli anni passati ed alla certificazione (non della colpevolezza penale di D’Alfonso, per la quale si attendono gli esiti futuri ma) del fallimento di un sistema di governo costruito da D’Alfonso a sua immagine e somiglianza del quale il sindaco non appare minimamente pentito ma del quale si è sempre vantato e che sta pervicacemente perpetuando, l’opposizione nulla faccia e nulla chieda e che resti a braccia conserte per uno, due, tre o più anni in attesa di che? Magari in attesa delle sentenze definitive (tre sono le inchieste che riguardano direttamente il Sindaco ma molte di più quelle che riguardano suoi assessori, collaboratori e uomini di fiducia) mentre nel frattempo tutto dovrebbe continuare come prima, con la gran parte dei dirigenti indagati, gli armadi e gli scaffali degli uffici completamente svuotati, i computer sequestrati etc. e magari, per buon peso, la città debba continuare a sorbirsi le esternazioni di D’Alfonso, la sua arroganza, impudenza ed incoscienza istituzionale?.Vedendoselo pure candidare a presidente della regione Abruzzo, con le vicende penali ancora in corso.
Una cosa è certa: la città di Pescara, l’intera provincia e l’Abruzzo non possono sopportare che si continui come se nulla stesse accadendo; il centro destra non può certo imbucare la testa nella sabbia. Occorrono risposte immediate dalla classe politica pescarese e da quella abruzzese di centro sinistra che ha la responsabilità del governo locale e regionale. Il centro destra opererà per metterla di fronte alla sua responsabilità, senza agitare cappi e manette ma sollevando l’indignazione dell’opinione pubblica contro un sistema di governo divenuto intollerabile.
Per concludere e nel ringraziarla per l’ospitalità, La invito, caro direttore, a svolgere un sondaggio nella città per “misurare” la popolarità di D’Alfonso, magari in tandem con il Sole 24 Ore, specialista in materia; sono convinto che il risultato sarà assolutamente opposto a quello registrato da Mannheimer domenica scorsa che ha visto confermata, anzi, accresciuta la popolarità di Berlusconi nonostante (o, forse, grazie anche al) la persecuzione giudiziaria; non credo che lo stesso possa accadere per D’Alfonso.
Andrea Pastore Coordinatore regionale di FI