Con il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale e con il ritorno alle urne nel giugno prossimo, diventa effettiva la possibilità per i pescaresi di scegliere amministratori non compromessi con la gestione D'Alfonso. Resta l'amarezza che il sindaco, con l'ennesima capriola che l'ha portato al di fuori della legalità, abbia compiuto una vera e propria truffa istituzionale impedendo, per i mesi che ci separano dalle elezioni, una gestione qualificata, trasparente e garantista quale sarebbe stata quella del commissario prefettizio e mantenendo invece nella stanza dei bottoni, ben attaccati alle poltrone, gli esponenti della sua maggioranza, divenendo il sindaco ombra dell'amministrazione cittadina.
Spero che il decreto di scioglimento non venga impugnato perché un eventuale impugnativa metterebbe nel caos le istituzioni cittadine e la comunità pescarese. Resto in attesa di conoscere la motivazione del provvedimento per valutare con maggiore dovizia di particolari i presupposti e gli effetti dello scioglimento.