Pregiatissimo Sindaco,
la Sua cortese lettera, di cui ho rinvenuto tutti i contenuti sulla stampa odierna, circa la situazione della Sanità in Abruzzo, dimostra la Sua sensibilità e generosità, poiché Ella ha ritenuto di doversi far carico di una proposta che va ben al di là della delicatezza del momento politico che vive l’amministrazione Comunale dell’Aquila.
Mi permetto, però, di far notare sommessamente che una Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla Sanità è operante già dallo scorso 30 luglio 2008, ed è egregiamente presieduta dal sen. Ignazio Marino, che Lei certamente conoscerà per essere esponente del Partito Democratico.
Ritengo sarebbe difficilmente perseguibile la ipotesi della istituzione di una seconda Commissione Parlamentare che andrebbe, di fatto e di diritto, a sovrapporsi, anche se solo per l’Abruzzo, a quella già operante in campo nazionale, così come, di contro, apparirebbe altrettanto faticosamente percorribile la eventualità di una estrapolazione del territorio della nostra Regione dalle sue competenze.
Suggerisco, allora, l’opportunità di sensibilizzare i membri della Commissione Parlamentare ed il suo Presidente affinché rivolgano prioritariamente una particolare attenzione alla situazione dell’Abruzzo, ma anche della Campania, del Lazio e delle altre Regioni in cui il problema è più vivo.
Ma la sua lettera, al di là della proposta, stimola altre riflessioni circa gli effetti che la drammaticità della condizione del settore della Sanità hanno sulla credibilità complessiva della classe politica che, sino alle ultime elezioni, ha guidato la nostra Regione, dimostrando, quindi, ulteriormente quanto sia necessario il rovesciamento del modo di intendere la Politica, cui il Presidente Chiodi ha ispirato tutta la sua vittoriosa campagna elettorale.
Purtroppo, l’arroganza unita ad un malinteso senso di impunità ed alla convinzione che le norme non debbano essere oggetto di una rigida e rispettosa osservanza, ma siano solo una mera ipotesi di comportamento, soggetta alla interpretazione degli amministratori, hanno portato ad un degrado generalizzato del modo di intendere la Politica.
E ciò non certamente solo nel campo della Sanità pubblica, ma in ogni settore della Pubblica amministrazione locale, come dimostrano le inchieste giudiziarie in corso che hanno come scenario le più importanti città d’Abruzzo.
Non dobbiamo mai dimenticare, allora, che la politica e la amministrazione della cosa pubblica non sono concetti astratti, ma azioni, comportamenti e condotte messi in atto concretamente dagli uomini che le esercitano e, dunque, vivono del loro personale senso etico e dei loro principi.
colgo l’occasione per inviarLe i miei più cordiali saluti
Sen. Andrea Pastore