Referendum, quindici anni di continui fallimenti e di quorum non raggiunti. In ordine di tempo, l'ultima consultazione a vuoto, si è svolta gli scorsi 21 e 22 Giugno con il relativo spreco di danaro pubblico.
Nell'odierna seduta del Senato (ore 16,30), il Senatore Andrea Pastore (Pdl), Presidente della Commissione per la semplificazione della legislazione, presenterà come primo firmatario un testo per riformare l'istituto referendario (Articolo 75 della Costituzione e articolo 14 della legge 21 Marzo 1990 n. 53).
La proposta di riforma dispone, per la richiesta di referendum, l'aumento del numero di sottoscrizioni da cinquecentomila ad un milione e il numero di Consigli regionali da cinque a dieci.
Uno stop ai referendum cosiddetti ''manipolativi''.
Che la proposta soggetta a referendum venga approvata se ha partecipato alla votazione un numero di elettori pari ad almeno la metà più uno degli elettori che hanno preso parte alla precedente consultazione elettorale per la Camera dei Deputati e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi alla quale corrisponda almeno un quarto degli aventi diritto.
‘‘Ritengo che con una riforma simile a questa proposta - afferma Pastore - si possa donare nuova vita all'istituto referendario, rendendolo più credibile agli occhi degli elettori che in questi ultimi quindici anni si sono allontanati dalle urne di fronte a quesiti farraginosi, incomprensibili e spesso da addetti ai lavori''.
Il Senatore Pastore tiene poi a precisare che presenterà questa proposta rivolgendosi a tutto l'arco parlamentare: ''sperando che possa essere firmata anche da membri dell'opposizione''.
''È questo un testo - conclude il Senatore azzurro - che allinea il referendum ai principi previsti dall'Assemblea Costituente e che eviterà uno spreco inutile di risorse pubbliche che potranno essere utilizzate per fini più vantaggiosi''.